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Tendinite achillea, acuta o cronica?

La tendinite è l’infiammazione (solitamente dolorosa) di un tendine. A seconda dell’intensità del sintomo e da come si sviluppa, può essere acuta o cronica. Nel primo caso può esserci alla base un evento traumatico o un forte sovraccarico, nel secondo le cause si moltiplicano.

Possono contribuire allo sviluppo della forma cronica:

  • mal allineamento del piede
  • problemi articolari alla caviglia o al ginocchio
  • allenamento scorretto
  • sovrappeso
  • dislipidemia (eccesso di grassi)

Due problemi di fatto diversi

Nel caso di una tendinite acuta sarà spesso impossibile o molto difficile muovere la parte dove il tendine si inserisce. Sentirete la parte debole, oltre che dolorante. Potrebbe sovrapporsi a una tendinite cronica, il che di fatto allunga i tempi di guarigione e, nei casi più sfortunati, potrebbe portare a una rottura dello stesso tendine.

La terapia in fase acuta è il riposo, il ghiaccio e, se la zona lo consente, un bendaggio compressivo. E’ importante che dopo la fase acuta (massimo 3 giorni) si abbandoni la condizione di riposo per impostare una ripresa graduale ma decisa dei movimenti. E’ qui che cade l’importanza nel distinguere la situazione acuta da quella cronica. L’approccio è come avete visto, agli opposti.

L’importanza della prevenzione

In situazioni come quelle di una tendinite cronica (che su tendini grossi come l’achilleo può durare anche più di 3 mesi) capite anche voi quanto sia importante la prevenzione. La prevenzione passa per:

  • un corretto apporto calorico con la dieta che tiene sotto controllo il colesterolo, previene la malattia tendinea oltre che l’eccesso di peso
  • una corretta attività fisica, che mantiene costante il carico esercitato sulle strutture muscolari ossee e tendinee del nostro corpo mantenendole giovani e in salute
  • una postura corretta, che favorisce la corretta distribuzione dei carichi sulle strutture corporee

I meccanismi alla base

Una tendinite acuta è facilmente identificabile nella sua insorgenza. Se non è un trauma (classica la sensazione di essere colpiti con una pallina da tennis nel tendine durante la sua rottura) diretto o distorsivo, il giorno successivo al sovraccarico il quadro solitamente è chiaro. Una struttura che sia stata maltrattata il giorno seguente si presenta dolente, calda, magari un po’ gonfia e con l’impossiblità di svolgere la sua funzione (functio lesa).

I meccasnismi alla base invece di una situazione cronica sono più complessi. L’inizio di una attività stressante per il tendine che non lascia spazio a un recupero, produce micro stress ripetuti che alterano la struttura del tendine, formata da collagene e matrice extracellulare. Questo meccanisco indebolisce l’infrastruttura del tendine, che non riesce a ripararsi come vorrebbe ed è costretta a ingrandirsi espandendosi, perdendo forza tensile e guadagnando spazio ingombrante. La situazione è nascosta spesso fino a quando si presenta il dolore, momento nel quale il paziente si rivolge al clinico.

Un approccio multi…

La tendinopatia deve essere aggredita su tutti fronti possibili. Lo scopo ultimo è quello di ridare la struttura originaria cellulare al tendine, che gli permette di svolgere al meglio la sua funzione di trasmissione di forza. Come potete intuire, ristrutturare le cellule di un tessuto non è un processo immediato e necessita di tempo. L’intervensto si divide in:

  • eliminare tutti i sovraccarichi (importante, non i carichi, quelli sono essenziali), quindi quelle attività che caricano troppo il tendine portandolo a un eccessivo stress che non gli permette di guarire
  • ridurre l’infiammazione, a seconda dei casi si interviene a livello farmacologico e/o medico (pastiglie o infiltrazioni), con il movimento passivo e anche con la terapia manufasciale
  • eliminare le cause indirette, problemi dell’articolazione stessa mossa dal tendinee o da quelle contigue possono perpetuare stimoli dannosi al tendine, vanno ovviamente eliminati o se non possibile, ridotti al minimo
  • controllare la dieta e l’alimentazione, ridurre i grassi insaturi, se possibile eliminare il fumo (nemico della microcircolazione, essenziale per la guarigione dei tessuti) e l’eccesso di alcol
  • promuovere un movimento corretto, alla base di qualsiasi percorso fisioterapico, ancora più importante nel ritorno al corretto funzionamento di un tendine con infiammazione cronica
  • stimolare il metabolismo cellulare e la microcircolazione, oltre al movimento, la tecar terapia può essere (mai da sola ma sempre integrata in un percorso riabilitativo) d’aiuto come stimolo forte per la ricrescita cellulare e il microcircolo locale

Tempi di guarigione

Come ampiamente descritto in questo articolo, tutto dipende da quanto tempo il tendine è stato soggetto a stress. Esulano da questo articolo le condizioni dove il tendine viene fortemente lesionato nella sua interezza con anche totale distacco, situazioni che il più delle volte devono essere approcciate chirurgicamente.

In ogni caso si calcolano da pochi giorni di riposo per una tendinite acuta a 3/4 mesi per situazioni croniche complicate magari da altri fattori (obesità, ipercolesterolemia, senilità….). Nel dubbio quindi, se il vostro tendine è a rischio di sviluppare una tendiniite, non perdete tempo.