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Cervicale: se ce l’hai stai male o sei normale?

La risposta è ovviamente la seconda. Il rachide cervicale, più comunemente chiamato solo cervicale, è una parte della nostra colonna vertebrale. Ne fanno parte 7 vertebre che partono dalla base della testa fino ad arrivare alla gabbia toracica. Oltre alle sette vertebre ci sono anche muscoli, legamenti, radici nervose, meningi. Tutto deve funzionare al meglio altrimenti cominciano i guai. Oggi parleremo di come è fatta la cervicale, come funziona e le patologie più frequenti che possono colpirla e che tratto nel mio studio.

Cervicale: breve anatomia.

Le sette vertebre che compongo la cervicale sono molto importanti e non tutte uguali. Le prime due si chiamano atlante (come il titano che sorreggeva la terra) ed epistrofeo, le altre sono nominate secondo la loro posizione, dall’alto verso il basso. Se sentite parlare di un dente non c’è niente di sbagliato, l’epistrofeo ne ha uno, attorno al quale gira l’altlante, la cui integrità è fondamentale per l’integrità del midollo spinale.

Dietro il corpo delle vertebre cervicali, tenute anch’esse insieme da dischi vertebrali (eh sì, esistono anche le ernie cervicali), c’è il midollo spinale. Fuori da esso escono le radici spinali, scortate dalle meningi. Eventuali interferenze con esse portano alle cervicobrachialgie. Tutto intorno abbiamo una selva di legamenti, utilizi a stabilizzare alcuni movimenti e a dare feedback al nostro corpo sulla posizione del nostro collo.

Completano il quadro i muscoli del collo. Trapezio e sternocleidomastoideo i più famosi e superficiali, insieme a scaleni, retti, obliqui, spleni spinali e semispinali. Divisi da fasce e setti ognuno ha dei compiti diversi, alcuni più di movimento, altri di stabilità. Ruolo del fisioterapista è anche capire quando il trattamento deve essere anche attivo (non solo massaggi decontratturanti per il vostro collo quindi).

Per chi mastica l’inglese e vuole approfondire visivamente potete vedere il breve video qui sotto…

Cervicale: come si muove?

Le 7 vertebre, libere da vincoli ossei come invece nel torace, si muovono liberamente nei tre piani dello spazio. Il collo quindi può piegarsi in avanti e indietro, di lato, e infine può girarsi da ambo i lati. Ciascuno di questo movimento comporta un aumento di tensione su alcune strutture e un’azione attiva della muscolatura giusta.

La flessione del collo è strettamente legata a quella del capo, devono essere armoniose altrimenti si creano squilibri. Viene bloccata dal mento che va a toccare il petto. L’estensione (guardare in sù) è oltremodo importante, le strutture anteriori devono lasciarsi andare altrimenti il movimento avviene scorrettamente e provoca dolore. I movimenti laterali avvicinano l’orecchio alla spalla dallo stesso lato, tirando molto i nervi e i muscoli dal lato opposto.

La rotazione, il movimento più utilizzato e che più va incontro a blocco è limitato soprattutto dai muscoli. Una rotazione “normale” è di 80°, da entrambi i lati anche se ci può essere un lato “più libero”. Ogni movimento è di fatto sempre combinato agli altri.

Cervicale: le patologie più comuni

L’ambiguità creata dall’errato uso del termine cervicale nasconde una più vasta tipologia di problemi. Di fatto chi dice di avere “la cervicale” sentendo un dolore o un blocco al collo può avere problemi diversi.

Cervicalgia

Letteralmente “male al collo”. Di fatto è un termine che racchiude quasi la totalità dei problemi cervicali, poiché quasi tutti collegati con il dolore. Può essere traumatica, posturale, acuta, cronica. Può essere associata a un dolore al braccio di origine nervosa prendendo il nome di cervicobrachialgia. Spesso anche dolori della parte alta del dorso vengono denominati in questo modo (viceversa siamo di fronte a una dorsalgia). Indicare un trattamento di massima in questo caso non è possibile in quanto le cause sono molteplici. Un buon punto di partenza è capire se è di origine meccanica.

Torcicollo

Termine che indica patologie più gravi di tipo congenito viene usato comunemente per indicare un collo bloccato. Ma cosa blocca il collo? Spesso c’è una componente che prevale sulle altre. In ordine alfabetico, articolazioni, legamenti, muscoli possono essere tutti causa di un blocco dei movimenti del collo. Alla base di un blocco muscolare ci può essere una struttura infiammata o danneggiata da proteggere oppure una postura mantenuta per troppo tempo. La differenza è fondamentale in quanto nel primo caso il blocco va rispettato nel secondo si può essere più “aggressivi”.

Contrattura cervicale

In questo caso l’aggettivo cervicale ha una semplice valenza topografica, ovvero indica ove si è formata la contrattura. La contrattura è solo muscolare. Può essere trattata passivamente agendo con il massaggio oppure rimettendo in moto correttamente il muscolo. Può nascondere una patologia dell’articolazione o del nervo.

Brachialgia, cervicobrachialgia.

Due situazioni molto dolorose. In entrambi i casi è coinvolto il sistema nervoso, nella fattispecie, i nervi. Nel primo caso il collo non fa male ma solitamente l’origine del problema è comunque da ricerca a livello cervicale. Spesso è necessario un intervento medico per valutarne la gravità e adoperare le adeguate terapie medico farmacologiche. Sono spesso causate da un ernia del disco.

Ernia cervicale (discopatia).

Proprio come la più frequente e famosa ernia lombare. Una parte del disco vertebrale si danneggia e dal suo interno fuoriesce parte del nucleo polposo. Se questo materiale una volta espulso va a toccare una radice nervosa si ha la brachialgia. Se il materiale entra solo in contatto con gli altri tessuti circostanti si può scatenare una cervicalgia.

Spondiloartrosi, problemi articolari delle faccette.

Troverete poco frequentemente questi termini nei vostri referti medici. Di fatto però spesso ci sono problemi delle articolazioni vertebrali alla base di un dolore al collo. Il problema può essere traumatico, degenartivo (artrosi) oppure posturale. Proprio come un gomito del tennista il vostro collo sollecitato in malo modo svilupperà dolore e infiammazione.

Finisce qui?

La maggioranza delle situazioni dolorose del collo si può racchiudere in queste “scatole”, definendo “l’organo colpito”. Il più delle volte però le patologie si intrecciano, creando situazioni complesse che vanno trattate con diversi approcci, a seconda delle caratteristiche del paziente.

Ho volutamente escluso quelle patologie che danno dolore al collo ma non sono di pertinenza fisioterapica. Il fisioterapista può e deve riconoscere queste situazioni e consigliare al paziente lo specialista adatto a risolvere tali casi.

Cervicalgia e fisioterapia

La fisioterapia può agire sui diversi tessuti del collo che stanno soffrendo, sia passivamente che attivamente. Inoltre può avvalersi di mezzi fisici, macchinari o attrezzi.

Terapia passiva manuale

In quei casi dove il fisioterapista riconosce ci sia un movimento di scarsa qualità o quantità può agire in diversi modi:

  • A livello di articolazione può incentivare il movimento oppure correggerne la traiettoria ritrovando quella ideale.
  • su un tessuto molle, muscolo o legamento, può andare a sbrigliare la presenza di cicatrici o aderenze ripristinando il corretto scivolamento.
  • in zona cutanea può eseguire un massaggio per lenire il dolore e drenare eventuali ristagni di sostanze irritanti o infiammatorie.

Terapia passiva fisica

Il fisioterapista può utilizzare attrezzature come tecar ma anche altre correnti come la tens o l’elettrostimolazione per andare ad agire sui tessuti sofferenti. Con la tecar andando a stimolare il metabolismo cellulare, con la tens sui circuiti nervosi e con l’elettrostimolazione sui muscoli stanchi o deboli.

Terapia attiva (esercizi)

Gli esercizi sono spesso parte integrante del trattamento. Anche a livello cervicale è possibile impostare esercizi atti a:

  • testare un range (una possibilità) di movimento inesplorato a causa di paura o dolore
  • riprendere coscienza del movimento (proprio come riprendere ad andare in bicicletta dopo tanto tempo, lo sappiamo già fare, bisogna solo riprenderci la mano) dopo un trauma o un periodo di immobilizzazione
  • rinforzare alcune fibre muscolari senza stressare quelle già troppo impegnate con strumenti specifici

Attrezzi?

Con un po’ di fantasia è possibile utilizzare attrezzi come elastici e pesi. Il quadro dev’essere stabile e gli obiettivi ben precisi, ma per i più sportivi potrebbe essere necessario andare oltre i limiti di un movimento ordinario e normale.

Conclusioni….

Allora, se avete la cervicale non avete alcun problema, avete una normale e importantissima parte del corpo attaccata alla vostra testa. Se invece avete dolore il vostro problema si chiamerà diversamente. Se pensate che per voi la fisioterapia possa essere utile scrivete pure un commento qui sotto per poterne parlare insieme!

 

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