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	<title>Terapie Archivi - Paolo Klavzar Fisioterapia Milano</title>
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	<description>Paolo Klavzar fisioterapia Milano</description>
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		<title>Seduta di fisioterapia: quanto dura, cosa si fa, cosa mi metto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Klavzar]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Feb 2018 16:38:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Seduta di fisioterapia: tutto quello che volete sapere La seduta di fisioterapia è l&#8217;incontro tra professionista è paziente. A seconda di cosa si deve fare e a che punto del trattamento si è bisogna prepararsi ad essa in maniera diversa. Quanto dura una seduta? La seduta di fisioterapia ha una durata variabile. Vige spesso la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Seduta di fisioterapia: tutto quello che volete sapere</h1>
<p>La seduta di fisioterapia è l&#8217;<strong>incontro</strong> tra <strong>professionista</strong> è <strong>paziente</strong>. A seconda di cosa si deve fare e a che punto del trattamento si è <em>bisogna prepararsi ad essa in maniera diversa</em>.</p>
<h2>Quanto dura una seduta?</h2>
<p>La seduta di fisioterapia ha una <strong>durata variabile</strong>. Vige spesso la regola che <em>più la seduta dura più debba essere pagata</em> o comunque sia più di valore, nulla di più <strong>sbagliato</strong>. Il <strong>tempo</strong> della seduta deve essere <strong>adeguato</strong> a far sì che il terapista possa scegliere <em>il miglior trattamento per il paziente</em> ed eseguire tutte le manovre. Non si tratta <em>mai di riempire un blocco di tempo</em>. Finire sempre una seduta di fisioterapia al termine del tempo prestabilito non indica quindi più attenzione, <a href="https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/">un <strong>bravo terapista</strong></a> è capace di eseguire le <strong>stesse tecniche</strong> in <strong>meno tempo</strong>, eliminando quelle superflue.</p>
<h2>Durata media</h2>
<p>Per dare una indicazione più precisa è bene<em> far riferimento ad alcune patologie più comuni</em>. Va sempre fatta <strong>eccezione</strong> per la <strong>prima seduta</strong>, che necessita quasi sempre della <a href="https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/limportanza-della-valutazione-funzionale/"><strong>valutazione</strong></a>.</p>
<ul>
<li>Fratture semplici di polso, dita, mano, gomito: 20 minuti</li>
<li>Disturbi semplici (una sola articolazione, anche post intervento) 25 minuti</li>
<li>Disturbi complessi (più di una articolazione) o della colonna 30 minuti</li>
<li>Problemi neurologici (ictus, malattie sistemiche) 40-45 minuti</li>
<li>Tecarterapia 20-25 minuti</li>
</ul>
<p>Questi tempi fanno riferimento alla seduta, <em>con le dovute eccezioni</em>. Sembra sciocco farlo notare, ma a seconda di come è vestito il paziente e come si sveste <em>si possono aggiungere anche 10 minuti</em> al tempo della seduta. In questo senso <em>solo in alcuni casi è possibile recuperare eventuali ritardi</em> altrimenti il <strong>terapista</strong> sceglierà le <strong>tecniche più efficaci</strong> tra quelle previste.</p>
<h2>Seduta di fisioterapia: i costi</h2>
<p>Fatta chiarezza sulla durata è bene <em>capire quindi su cosa si basano i costi</em>. Quando si va da un professionista si paga la sua <strong>professionalità</strong> e il suo <strong>tempo</strong>. Una dovuta proporzione è normale e ogni professionista <em>ripartisce i costi fra i due fattori</em>, con libera scelta. Una <strong>maggiore complessità</strong> del trattamento necessita più sforzi mentali e da qui un <strong>maggior costo</strong> ma non necessariamente una maggiore durata. I costi variano come già scritto per la <strong><a href="https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/tecarterapia-prezzi/">tecar</a></strong> a seconda di diversi paramentri (luogo dello studio, costo delle attrezzature, luce riscaldamento ecc&#8230;).</p>
<h2>Fisioterapia a Milano</h2>
<p>Nel capoluogo lombardo <strong>una seduta privata</strong> di fisioterapia può costare <strong>dai 25 ai 100 euro</strong>. Nel primo caso parliamo di eventuali <em>pacchetti di più sedute</em> per chi ha bisogno di <em>trattamenti protratti nel tempo</em>. Nell&#8217;ultimo caso stiamo parlando di <strong>professionisti</strong> molto affermati e richiesti che hanno alzato il loro costo sulla base di una <strong>grande esperienza</strong> e un <em>grande sbilanciamento fra domanda e offerta</em>. Prezzi <strong>più bassi</strong> potrebbero nascondere una <strong>minore professionalità</strong> o peggio, una mancata qualifica professionale.</p>
<h2>Prima seduta di fisioterapia</h2>
<p>La <strong>prima seduta di fisioterapia</strong> è quella dove il terapista <em>conosce il paziente</em>, lo valuta e può impostare un <em>trattamento iniziale</em>. E&#8217; importante <strong>portare sempre tutta la documentazione</strong> e vestirsi in maniera adeguata.</p>
<h3>Documentazione</h3>
<p>Tagliamo la testa al toro. Se non volete fare un lavoro di selezione <em>potete portare tutto ciò che avete a casa al fisioterapista</em>, sarà lui a fare selezione. Di fatto se sono stati fatti più <strong>ricoveri</strong> per uno stesso problema <em>è probabile che nell&#8217;ultimo ci sia un riassunto completo</em> della vostra storia clinica. Per il problema per il quale andate dal fisioterapista <em>è bene portare tutto</em>, anche gli <strong>esami strumentali</strong>. Il fisioterapista non può per legge fare diagnosi su una radiografia ma <em>è in grado di verificare se c&#8217;è qualche grossa incongruenza</em> tra il <strong>referto</strong> e l&#8217;<strong>immagine</strong>. Mentre siete in attesa della visita, fate mente locale. Eventuali <strong>traumi passati</strong>, anche se sono passati 40 anni possono dare <strong>indicazioni per il trattamento</strong>.</p>
<h3> Come mi vesto?</h3>
<p>Senza specificare che <strong>un&#8217;igiene adeguata</strong> è più che ben accetta e vale per tutte le parti del corpo, l&#8217;<strong>abbigliamento cambia</strong> a seconda di quello che si deve fare. Il fisioterapista è un professionista sanitario e <em>ha il diritto di chiedervi di spogliarvi</em> come il <strong>dovere di spiegare</strong> come mai vuole farvi togliere i jeans per un problema al polso. E&#8217; ovviamente facoltà del paziente <strong>rifiutarsi</strong> ma anche del terapista di rifiutare di trattarvi se lo ritiene opportuno. Alcune indicazioni di massima:</p>
<ul>
<li>per l&#8217;<strong>arto inferiore</strong> (piede caviglia gamba ginocchio femore anca) è bene portarsi un paio di pantaloncini, salvo che non preferiate e vi sentiate a vostro agio a restare in intimo; in caso di lavoro attivo in piedi è facolta del terapista decidere se farvi stare scalzi o con le scarpe (raramente con le calze);</li>
<li>per il <strong>bacino</strong> e la barte <strong>bassa</strong> della <strong>schiena</strong> valgono le stesse regole dell&#8217;arto inferiore. Sono due parti del corpo molto collegate alle gambe e il terapista deve aver la libertà di muoverle liberamente per verificare che eventuali tensioni non si scarichino in alto; ovviamente la parte deve essere scoperta e nella maggioranza dei casi è buona cosa scoprire anche il busto;</li>
<li>per il <strong>torace</strong> il <strong>collo</strong> e le <strong>spalle</strong> è bene restare a petto nudo o in regiseno; in caso di trattamento di linfodrenaggio o di massaggio sul dorso è bene anche togliere l&#8217;intimo;</li>
<li>per il <strong>gomito</strong> e <strong>polso</strong> nella maggior parte dei casi è sufficiente una maglietta a maniche corte o una canottiera;</li>
</ul>
<p>E&#8217; ovviamente facoltà del paziente di <em>chiedere una deroga</em> al fisioterapista a queste indicazioni, che sono le condizioni migliore ma non obbligatorie per fare un buon trattamento. Non fa male ripetere che <em>il terapista è dovuto a spiegare</em> come mai vi chiede di togliere un indumento.</p>
<h3>L&#8217;intervista (anamnesi)</h3>
<p>Il fisioterapista è <strong>tenuto a indagare</strong> su <strong>tutto</strong> ciò che ritiene <strong>attinente alla vostra salute</strong> <strong>e al problema</strong> per il quale vi presentate. Va da sé che <em>il tempo necessario</em> a indagare la storia di un adolescente di 14 anni che è sempre stato bene e si è fatto una distorsione è diverso da quella di un malato di sclerosi multipla che ha avuto un ictus. <em>Non si tratta mai di voler prendere tempo</em> ma di <strong>guadagnarne</strong>, in quanto <em>si perde più tempo a usare una tecnica sbagliata</em> che a fare due domande in più.</p>
<h3>L&#8217;esame fisico</h3>
<p>Il terapista mentre vi fa <strong>domande</strong> nella sua testa <strong>prepara</strong> tutta una <strong>serie</strong> di <strong>valutazioni</strong> che prevederanno la <strong>vostra collaborazione</strong>. Potrebbe chiedere di <em>farvi vedere dei movimenti</em>, stare in determinate posture, in ogni caso sempre <em>chiedendovi sensazioni e dolori</em>. Passerà poi alla <strong>parte passiva</strong> dove muoverà le <strong>vostre articolazioni</strong>, tasterà la consistenza dei <strong>tessuti</strong>, trazionerà, comprimerà. Il tutto sarà sempre lento e preceduto da un&#8217;evetuale spiegazione. Ogni <strong>manovra</strong> sarà <strong>sempre interrompibile</strong> in qualsiasi momento.</p>
<h3>Il trattamento</h3>
<p>Se<em> rimane del tempo</em> utile il fisioterapista può decidere di <strong>iniziare subito</strong> il trattamento, solitamente scegliendo quello che in poche manovre può essere l&#8217;intervento più efficace. Il trattamento consiste delle <em>stesse manovre usate in valutazione</em>, modificate di volta in volta<strong> a seconda dei vostri progressi</strong>.</p>
<h2>Le sedute successive</h2>
<p>Al <em>termine della prima seduta</em> se opportuno il terapista <strong>programmerà con voi</strong> una o più sedute a cadenza variabile. Solitamente <em>non si fa mai più di una seduta al giorno</em>. Per convenzione il sabato e la domenica i fisioterapisti non lavorano ma <em>potreste trovare delle eccezioni</em> sul vostro territorio o durante il periodo estivo. Se eventualmente il terapista <strong>ha già risolto il problema in prima seduta</strong> può proporvi un <strong>controllo a distanza</strong> di una o due settimane, fino a un mese. Non è necessario mantenere sempre lo stesso orario del giorno tra una seduta e l&#8217;altra.</p>
<h3>Cosa cambia dalla prima seduta?</h3>
<p>Di fatto a meno di eccezioni <strong>la rivalutazione</strong> (facoltativa) <strong>durerà meno</strong> e la quasi totalità del tempo sarà dedicata al trattamento. La <strong>durata</strong> rispetto alla prima seduta potrebbe quindi essere <strong>inferiore</strong>. <em>Non dovrete più portare gli esami precedenti</em>, nel qual caso ce ne fossero di <strong>importanti</strong> il fisioterapista li avrà <strong>già fotocopiati</strong> e archiviati insieme alla vostra cartella. Potreste mettervi d&#8217;accordo con li terapista per <strong>evitare di spogliarvi ancora</strong> e scegliere per un abbigliamento perlomeno comodo come una tuta o dei pantaloncini con una maglietta.</p>
<h3>Quante sedute farò?</h3>
<p>Domanda a cui è difficile dare risposta. E&#8217; importante ricordare che <strong>i trattamenti</strong> sono sempre <strong>sospendibili</strong> senza che ciò comporti alcun danno o problema irreversibile e senza bisogno di alcun preavviso (se non quello di buon senso per permettere al terapista di cancellare la seduta per tempo). E&#8217; bene ricordare che <em>il terapista farà una proposta</em> il quale paziente potrà accettare o modificare a seconda delle sue esigenze, sebbene <strong>è sempre meglio essere d&#8217;accordo su tempi e modalità d&#8217;intervento</strong>.</p>
<h3>Le sedute di controllo</h3>
<p>Proprio come il medico al termine del trattamento il <strong>fisioterapista può proporvi un controllo</strong>. Esso potrebbe avere la valenza di controllare gli effetti del trattamento nel lungo periodo ma anche un&#8217;<em>occasione per effettuare un ulteriore trattamento</em> di mantenimento. La cadenza può variare dalla due settimane ai 2/3 mesi.</p>
<h3>Come si svolge la seduta di fisioterapia?</h3>
<p>Il fisioterapista <strong>vi chiederà come è lo stato dei vostri sintomi</strong> prima di farvi prepare e accomodare sul lettino o su un altro supporto. Qualsiasi <strong>tecnica</strong> utilizzata dal terapista <strong>può durare da pochi secondi</strong> (una manipolazione ad esempio) <strong>a</strong> persino <strong>30 minuti</strong> (una postura mantenuta). Non ci sono limiti o indicazioni particolari. <em>Si possono usare 100 manovre</em> in una sola seduta <em>come 2 o 3 indirizzate sullo stesso tessuto</em>.</p>
<h3>Come mi sentirò dopo la seduta?</h3>
<p>Abbiamo scritto un articolo completo sul <a href="https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/dolore-dopo-fisioterapia/">dolore dopo la fisioterapia</a>. In sintesi se <em>la vostra patologia non è cronica</em> potreste già sentirvi molto meglio dopo una sola seduta. Se il problema è <strong>complesso</strong> o <strong>presente da tempo</strong> potreste avere persino un peggioramento <strong>temporaneo. </strong>Chiedete sempre spiegazioni al vostro fisioterapista.</p>
<h2>La visita a distanza</h2>
<p>A differenza di altre professioni (come ad esempio il dietista) <strong>è quasi impossibile poter effettuare una visita efficace a distanza</strong>. Pochissimi i casi dove <em>non è necessario che il terapista tocchi con mano il tessuto</em> e possa quindi decidere il trattamento da impostare da video. E&#8217; possibile <strong>dare indicazioni di massima sulla autogestione</strong> di alcune situazioni, in ogni caso <em>sempre con l&#8217;orizzonte</em> di una visita da un fisioterapista o da un medico specialista.</p>
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		<title>Rieducazione motoria individuale: la prestazione &#8220;asl&#8221; della fisioterapia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Klavzar]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2018 10:42:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terapie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>The post <a href="https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/rieducazione-motoria-individuale/">Rieducazione motoria individuale: la prestazione &#8220;asl&#8221; della fisioterapia</a> appeared first on <a href="https://www.klavzarfisioterapiamilano.it">Paolo Klavzar Fisioterapia Milano</a>.</p>
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				<div class="et_pb_text_inner"><h1>Rieducazione motoria individuale: come l&#8217;asl chiama la fisioterapia</h1>
<p>Se siete qui probabilmente è perché avete una <strong>prescrizione medica</strong> con queste tre parole e volete saperne di più. Ecco come il <strong>servizio sanitario regionale</strong> ha inserito la <strong>prestazione di un fisioterapista</strong> nel tariffario nazionale. Proviamo a capirne il motivo e discutere delle possibili <em>implicazioni pratiche</em>.</p>
<h2>Il nomenclatore tariffario regionale</h2>
<p>Il nomenclatore è<strong> una grande tabella</strong> le quali diciture vengono redatte a livello nazionale. All&#8217;interno si trovano <strong>tutte le voci delle prestazioni mediche e non</strong> che vengono effettuate dal <strong>servizio sanitario nazionale</strong>. Ogni regione ha il suo tariffario nel quale può apportare modifiche per quanto riguarda le voci di spesa. Pertanto se lo cercate in rete <em>potete andare a vedere quanto la regione rimborsa</em> la struttura dove effettuate un certo tipo di prestazione. Ad oggi potete trovare <strong>dopo un ricovero la somma delle spese</strong> che il servizio sanitario sostiene per le vostre cure. <em>Non avventuratevi in queste tabelle se non avete molto tempo</em> da perdere, sono piene di voci e sono scritte con termini molto tecnici.</p>
<h2>Rieducazione motoria individuale: a quante prestazioni corrisponde?</h2>
<p>Se avete avuto il coraggio di guardare dentro i nomenclatori avrete scoperto che <strong>esistono più prestazioni con queste tre parole</strong>. In alcune si parla di rieducazione <strong>semplice</strong> in altre di rieducazione <strong>complessa</strong>. Sono differenze dettate dalla <em>necessità del sistema sanitario di rimborsare diversamente le sedute di fisioterapia</em> a seconda della gravità della patologia del paziente. Prevedono almeno in teoria l&#8217;utilizzo di diversa attrezzatura che nel caso della rieducazione complessa è più numerosa o comunque più costosa. Nel momento in cui però avete a che fare con questi termini <strong>il 99% delle volte sarà</strong> una 93114/40, ovvero il codice della rieducazione motoria individuale <strong>in motuleso segmentale semplice</strong>. Questo codice fa riferimento alla seduta di fisioterapia per tutte le problematiche muscolo scheletriche, da una frattura a una lombalgia a una ginocchio artrosico.</p>
<h3>Un mini rimborso</h3>
<p>Se avete tra le mani <strong>un nomenclatore aggiornato</strong> con le tariffe potrete leggere da soli quello che sto per dirvi. La <strong>seduta di fisioterapia</strong> con il servizio sanitario regionale lombardo <strong>è rimborsata 7,5 euro</strong> ca. Significa che se un fisioterapista, non importa in che provincia o comune lavori (ma vi assicuro che nelle altre regioni la cifra non varia sensibilmente), esegue della fisioterapia con il servizio sanitario regionale, può chiedere un rimborso di 15 euro all&#8217;ora (la prestazione deve durare ca. 30 minuti). Il rimborso di fatto deve contenere:</p>
<ul>
<li>l&#8217;affitto dei locali dove si pratica la seduta (luce riscaldamento telefono ecc&#8230;)</li>
<li>il costo delle attrezzature (lettino ma anche pesi, elastici, cuscini)</li>
<li>il costo di una segreteria che registra le impegnative dell&#8217;asl e gestisce la parte amministrativa</li>
<li>l&#8217;imposizione fiscale, che si aggira tra il 35 e il 55 percento a seconda del volume di affari.</li>
</ul>
<p><strong>Insomma se si fa, lo si fa quasi in perdita.</strong> Moltiplicare il numero di fisioterapisti e spalmare i costi fissi su più lettini può essere una piccola soluzione, ma ad oggi <strong>non esiste nessun centro o studio che può permettersi di sopravvivere facendo fisioterapia solo con il servizio sanitario regionale</strong>.</p>
<h2>Rieducazione motoria individuale: in cosa consiste?</h2>
<p>La rieducazione motoria individuale è una seduta di <a href="https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/fisioterapia-il-fisioterapista/">fisioterapia</a>. All&#8217;interno della stessa pertanto <strong>sarà virtù del fisioterapista decidere cosa effettuare</strong> per meglio affrontare il vostro problema. L&#8217;unica cosa prevista dal nomenclatore è il <strong>rapporto di 1:1 tra paziente e terapista</strong> (qualche centro &#8220;furbetto&#8221; faceva trattare due pazienti in contemporanea al fisioterapista) e <strong>un tempo dedicato</strong> al paziente non inferiore ai <strong>30 minuti</strong>. Mi piace premere sul fatto che i 30 minuti non sono una durata imposta al tempo della seduta ma una finestra temporale che il fisioterapista utilizza come meglio crede. <em>Non si cerca di riempire i 30 minuti</em> ma di fare il meglio per il vostro problema in quella determinata fase.</p>
<h2>Rieducazione motoria individuale: una prestazione in via d&#8217;estinzione</h2>
<p>Facendo una riflessione sui numeri del paragrafo precedente, non vi stupirete del fatto che <strong>ad oggi è sempre più difficile trovare centri che eseguono questo tipo di terapia</strong>. <strong>Se</strong> nella sfortuna di dover ricorrere a un fisioterapista <strong>avete subito un intervento chirurgico, un trauma e/o una frattura siete privilegiati</strong>. Per voi il servizio sanitario regionale prevede che i centri medici che hanno una convenzione con il servizio stesso abbiano delle <strong>fasce dedicate a voi</strong>. Il problema è che non è possibile imporre il numero di queste fasce orarie e pertanto <strong>sono sempre molto piene</strong>, con <strong>tempi di prenotazione</strong> che vanno dalla settimana <strong>ai due mesi</strong>. Per tutte le altre patologie, dal gomito del tennista all&#8217;artrosi dell&#8217;anca alla tendinite dell&#8217;achilleo non è prevista alcuna obbiligatorietà per i centri medici.</p>
<h3>Come posso fare ad avere una prestazione a cui ho diritto?</h3>
<p>Nel <a href="https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/dove_lavoro/">centro medico di via solari 6</a> dove lavoro <strong>abbiamo delle fasce per i pazienti</strong> che hanno subito una frattura, un intervento chirurgico o sono state vittime di un trauma documentato da un accesso al pronto soccorso. Per potere accedere a queste fasce <strong>è necessario avere un progetto riabilitativo individuale</strong> (PRI). Il PRI è un allegato di una visita medica (o in alcuni casi la visita medica stessa se così chiamata) che specifica il tipo di prestazione che potete eseguire, per quante sedute e per quale parte del corpo. Con il PRI in mano e la rispettiva prescrizione (ormai non la ricetta non è più rossa) <strong>è possibile fare un tentativo</strong>. Le <em>liste di attesa dipendono inesorabilmente dalla richiesta di fisioterapia</em> per quel mese o quella stagione. Se non siete di queste parti il numero verde della sanità in lombardia (800.638.638) può venirvi incontro nella ricerca di un centro nelle vostre vicinanze.</p>
<h2>Ma è solo una prestazione pubblica o anche privata?</h2>
<p>La prestazione viene solitamente prescritta con il servizio sanitario nazionale ma <strong>è una dicitura presente anche in molti tariffari privati</strong>. I tariffari privati sono spesso di <strong>assicurazioni</strong> o <strong>società di mutuo soccorso</strong> che si basano sugli stessi per <strong>fornire i rimborsi</strong>. Pertanto anche se farete delle visite private vi potrebbe essere prescritta la fisioterapia con la stessa dicitura. Anche in questo caso non implica l&#8217;utilizzo di alcuna tecnica da parte del terapista, che deciderà il trattamento sulla base della sua valutazione e l&#8217;eventuale indicazione del medico.</p>
<h2>Prestazioni equivalenti</h2>
<p>Il servizio sanitario ha previsto <strong>altre diciture per poter prescrivere la fisioterapia</strong> con il servizio sanitario nazionale. <em>Non hanno alcuna reale implicazione sul tipo di trattamento da eseguire</em>. Le prestazioni sono:</p>
<ul>
<li>Esercizi posturali propriocettivi</li>
<li>Traning deambulatorio e del passo</li>
</ul>
<p>Gli esercizi posturali propriocettivi prevederebbero una durata di 60 minuti che non è mai rispettata (si sta ai 30 delle altre due). Il training del passo è prescrivibile in caso di problemi agli arti inferiori.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>La rieducazione motoria individuale <strong>è la prestazione del fisioterapista</strong> che lavora in un centro convenzionato asl. <strong>Non condiziona il tipo di esercizi</strong> o la tecnica che il fisioterapista utilizzerà durante la seduta. Ad oggi <strong>è molto difficile accedere</strong> a questa prestazione con il servizio sanitario regionale.</p>
<p>&nbsp;</p></div>
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		<title>Tecarterapia: quanto mi costa?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Klavzar]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2018 08:55:51 +0000</pubDate>
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				<div class="et_pb_text_inner"><h1>Tecarterapia: i prezzi</h1>
<p>Tecarterapia: abbiamo affrontato l&#8217;argomento <a href="https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/tecar-terapia-cosa-si-tratta/">in questo articolo</a>. Spesso però quando ci <strong>viene prescritta dal medico</strong> insieme a tutte le altre <strong>prestazioni</strong> che spesso <strong>la accompagnano</strong> (rieducazione motoria individuale, massoterapia, TENS&#8230;) vorremmo sapere <strong>realmente</strong> quanto ci può <strong>costare</strong>.</p>
<h2>Tecarterapia: quante sedute</h2>
<p>Partiamo dal presupposto: <strong>in medicina niente è matematic</strong>o, e solo una previsione basata sui dati statistici è quello che si ha in mano quando si programma quante sedute fare. I produttori del macchinario tendono ad <em>avere una visione abbastanza comune</em> almeno da questo punto di vista. La TECAR è un <strong>trattamento biostimolante,</strong> che all&#8217;interno già della prima seduta produce un effetto <strong>a livello delle cellule</strong> attraversate dalla sua corrente. Pertanto in termini almeno teorici, <em>una sola seduta ha di per sè un effetto</em>, per quanto limitato. L&#8217;ampiezza della <strong>zona da trattare</strong>, l&#8217;<strong>entità della lesione</strong> o del trauma da trattare sono fattori da tenere in conderazione. Una individualità condizionata da <em>fattori come età sesso e livello di attività sportiva</em> si aggiunge a tali variabili.</p>
<p>Quindi ad esempio <strong>un giovanissimo</strong> con una <strong>distorsione</strong> di caviglia senza danno legamentoso potrebbe necessitare di <strong>2/3 sedute</strong>, un <strong>anziano</strong> con una <strong>brutta lesione</strong> muscolare anche di <strong>10</strong>. Di fatto dipende anche dall&#8217;<em>obiettivo che vogliamo raggiungere</em> (diminuire il dolore, eliminarlo completamente).</p>
<h2>Tecarterapia: quanto dura?</h2>
<p><strong>Una seduta</strong> di tecarterapia viene per consuetudine incastrata in un lasso di tempo tra i 30 e i 40 minuti. Il trattamento effettivo però è molto variabile, <strong>a seconda della potenza utilizzata</strong>, l&#8217;effetto che si vuole ottenere, l&#8217;eventuale combinazione con della fisioterapia. Una lesione muscolare per esempio, viene trattata per ca. <strong>20 minuti</strong>.</p>
<h2>Tecarterapia: quanto costa?</h2>
<p>Una <strong>seduta</strong> di TECARterapia contiene <strong>due costi</strong> principali. L&#8217;<em>ammortamento del macchinario e la professionalità dell&#8217;operatore</em>. Vi consiglio di affidarvi a un <strong>fisioterapista</strong> per la sua esecuzione, in quanto se il vostro recupero necessiterà di altri tipi di terapie egli potrà essere l&#8217;<strong>unico vostro riferiment</strong>o e avrà una bella visione d&#8217;insieme.</p>
<h3>Il costo del professionista</h3>
<p>La <strong>professionalità</strong> di un terapista dipende poi dalla sua <strong>esperienza</strong> e da quanto ha investito in <strong>formazione</strong>. <em>Diffidate dai prezzi troppo bassi</em>, o almeno fatevi spiegare come mai sono <em>così economici</em> rispetto alla concorrenza locale.</p>
<h3>Il costo del macchinario</h3>
<p>Una tecar terapia ha un <strong>prezzo variabile</strong>, è un brevetto abbastanza recente ma facilmente aggirabile, pertanto si trovano <strong>macchine con nomi diversi</strong> che sfruttano lo <strong>stesso principio fisico</strong>. Il fisioterapista o chi per lui avrà verificato che il macchinario <em>ha passato i controlli necessari a essere certificato</em> come dispositivo elettromedicale. Per onestà è giusto dare atto all&#8217;azienda che ha inventato il macchinario o comunque nè stata la più grande sviluppatrice. <strong>Indiba</strong>. Per anni è stata commercializzata in Italia da un distributore con il nome di <strong>Human TECAR</strong>, ad oggi viene distribuita direttamente dalla ditta produttrice. Troverete diversi altri marchi negli studi dei miei colleghi, e <em>sono scelte personali dettate da motivi professionali ed economici</em>.</p>
<h3>I costi indiretti</h3>
<p>L&#8217;<strong>affitto</strong> di uno spazio nel centro di Roma <strong>non è lo stesso</strong> di quello in periferia di Milano, le <strong>cifre</strong> posson tranquillamente <strong>triplicare</strong>. Pertanto tale costo si rifletterà inevitabilmente su tutte le prestazioni eseguite in quello spazio, tecarterapia compresa.</p>
<h3>E&#8217; mutuabile?</h3>
<p>La tecarterapia <strong>non è mutuabile</strong>, in quanto terapia ancora in fase di studio e molto costosa. Impiega <em>un operatore qualificato</em> come il fisioterapista per un lungo periodo di tempo, oltre a un costo di investimento per il macchinario non indifferente.</p>
<h2>Quindi, i prezzi? A Milano?</h2>
<p>A <strong>Milano</strong>, <a href="https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/">ove pratico</a>,  i <strong>prezzi</strong> vanno dai <strong>35 euro ai 50 euro</strong> a seduta in media, oltre andrete a pagare la professionalità di un super esperto, magari specializzato solo nell&#8217;uso della stessa.</p></div>
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				<a class="et_pb_button et_pb_button_1 et_hover_enabled et_pb_bg_layout_light" href="http://www.klavzarfisioterapiamilano.it/contatti">Hai altre domande o vuoi prenotare una seduta?</a>
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		<title>Calcificazione alla spalla e lavaggi ecoguidati: intervista al dr. Andrea Lisai</title>
		<link>https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/calcificazione-spalla-lavaggi-ecoguidati-dr-andrea-lisai/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Klavzar]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2018 14:42:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terapie]]></category>
		<category><![CDATA[calcificazione]]></category>
		<category><![CDATA[calcificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[dr. andrea lisai]]></category>
		<category><![CDATA[dr. lisai]]></category>
		<category><![CDATA[ecoguidato]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapista]]></category>
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		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[ortopedico]]></category>
		<category><![CDATA[spalla]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><h1>Calcificazione alla spalla, una nuova frontiera per trattarla, intervista con il dr. Andrea Lisai</h1>
<p><strong>Oggi ospite dei consigli del dr. Klavzar il dr. Andrea Lisai, medico ortopedico traumatologo specialista della spalla.</strong></p>
<p>Buongiorno.</p>
<p><strong>Da diversi anni ormai ha concentrato la sua attività di medico chirurgo nell’articolazione della spalla, come mai?</strong></p>
<p>La spalla è l’articolazione più complessa del corpo umano e, per questo motivo, la più affascinante.<br />
Dopo aver avuto la fortuna di lavorare per un anno in Francia con uno dei più grandi chirurghi della spalla al mondo (prof. Pascal Boileau), al mio rientro a Milano ho deciso di specializzarmi sullo studio ed il trattamento dei problemi relativi a questa articolazione.<br />
Un altro motivo che mi ha spinto a specializzarmi nella chirurgia della spalla è che la chirurgia artroscopica (mini-invasiva) richiede una curva d’apprendimento molto lunga e faticosa, pertanto è necessario che il Chirurgo vi si dedichi quasi quotidianamente in modo tale da sviluppare le abilità manuali e l&#8217;esperienza necessarie. .</p>
<p><strong>Quali sono le patologie che incontra più frequentemente?</strong></p>
<p>La rottura della cuffia dei rotatori (in particolare del tendine sovraspinato), la tendinopatia calcifica, la capsulite adesiva (o &#8220;spalla congelata), l&#8217;artrosi gleno-omerale (omartrosi) e l&#8217;instabilità gleno-omerale (lussazioni e sub-lussazioni) che interessano soprattutto i giovani sportivi.</p>
<p><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-809 alignleft" src="https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/wp-content/uploads/2018/01/dolore-dopo-fisioterapia-300x212.jpg" alt="dolore dopo fisioterapia" width="300" height="212" srcset="https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/wp-content/uploads/2018/01/dolore-dopo-fisioterapia-300x212.jpg 300w, https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/wp-content/uploads/2018/01/dolore-dopo-fisioterapia-400x284.jpg 400w, https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/wp-content/uploads/2018/01/dolore-dopo-fisioterapia.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La calcificazione tendinea, l’idea che ha il pubblico è quella di un sasso che si forma dentro l’articolazione, come è possibile?</strong></p>
<p>E&#8217; corretto: si tratta di un deposito di calcio che si forma all&#8217;interno di un tendine, solitamente il sovraspinato, a causa di una sua sofferenza (ipossia, cioè mancanza di ossigeno). I meccanismi in causa sono i più disparati e spesso non chiari.</p>
<p><strong>Quali sono i sintomi associati a questa patologia?</strong></p>
<p>Il dolore che accompagna la fase acuta della tendinopatia calcifica è davvero invalidante, tale da costringere il pz a recarsi in pronto soccorso.<br />
Nelle fasi croniche, la sintomatologia è meno eclatante ed in alcuni casi addirittura assente; deciderà lo Specialista che terapia impostare&#8230; e non tutte le calcificazioni vanno trattate!</p>
<p><strong>Da qualche anno utilizza una tecnica innovativa per eliminare rapidamente la calcificazione, ce ne vuole parlare?</strong></p>
<p>Si tratta di una tecnica davvero rivoluzionaria che consente, nella maggior parte dei casi, di evitare l&#8217;intervento chirurgico: è il &#8220;lavaggio percutaneo ecoguidato della calcificazione&#8221;. Viene eseguita in ambulatorio, in anestesia locale (non è dolorosa!) e dura circa 15-20 minuti. L&#8217;ecografo consente di localizzare la calcificazione e di inserirvi uno o due aghi attraverso i quali si eseguono i lavaggi (&#8220;svuotamento&#8221;) con soluzione fisiologica. Il pz, già dopo pochi minuti dal termine della procedura, riferisce un netto sollievo dal dolore ed il miglioramento della funzionalità della spalla.</p>
<p><strong>Quante sedute sono necessarie?</strong></p>
<p>Una è sufficiente.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-578 alignright" src="https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/wp-content/uploads/2017/09/dolore-alla-spalla-300x214.jpeg" alt="periartrite, dolore alla spalla" width="300" height="214" srcset="https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/wp-content/uploads/2017/09/dolore-alla-spalla-300x214.jpeg 300w, https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/wp-content/uploads/2017/09/dolore-alla-spalla-768x549.jpeg 768w, https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/wp-content/uploads/2017/09/dolore-alla-spalla-1024x731.jpeg 1024w, https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/wp-content/uploads/2017/09/dolore-alla-spalla-400x284.jpeg 400w, https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/wp-content/uploads/2017/09/dolore-alla-spalla-1080x771.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />E i tempi di recupero?</strong></p>
<p>Il paziente, immediatamente dopo il lavaggio, può riprendere le normali attività quotidiane, ponendo attenzione ovviamente a non sollevare pesi. Il giorno dopo può andare tranquillamente a lavorare.</p>
<p><strong>Come si può aspettare le chiedo che ruolo può avere <a href="https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/fisioterapia-il-fisioterapista/">la fisioterapia</a> nel paziente con calcificazione di spalla.</strong></p>
<p>E&#8217; fondamentale per il recupero dell&#8217;articolarità passiva ed attiva in questi spalle che altrimenti avrebbero la tendenza ad irrigidirsi.</p>
<p><strong>Prima o dopo il Suo intervento?</strong></p>
<p>Dopo ogni lavaggio consiglio assolutamente la fisioterapia; prima del lavaggio sarebbe utile ma dipende molto dalla sintomatologia algica del pz.</p>
<p><strong>La ringrazio per il tempo concesso e spero di averla ancora nel mio blog per parlare di altre patologie di spalla!</strong></p>
<p>Grazie a Lei! A presto.</p></div>
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				<a class="et_pb_button et_pb_button_2 et_hover_enabled et_pb_bg_layout_light" href="http://www.andrealisai.it/Contatti">Il Dr. Lisai visita a Milano Torino e ad Alessandria, clicca se vuoi prenotare una visita</a>
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			</item>
		<item>
		<title>Massaggio decontratturante: su che cosa agisce, quando è efficace.</title>
		<link>https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/massaggio-decontratturante/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Klavzar]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jan 2018 07:58:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terapie]]></category>
		<category><![CDATA[contrattura]]></category>
		<category><![CDATA[decontratturante]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
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		<category><![CDATA[mal di schiena]]></category>
		<category><![CDATA[massaggio]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[miorilassante]]></category>
		<category><![CDATA[riabilitazione]]></category>
		<category><![CDATA[rilassante]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento]]></category>
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				<div class="et_pb_text_inner"><h1>Massaggio decontratturante: panacea per tutti i mali?</h1>
<p>Il massaggio decontratturante fa parte degli <strong>strumenti terapeutici</strong> in mano ad ogni <a href="https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/fisioterapia-il-fisioterapista/">fisioterapista</a>. E&#8217; appannaggio anche di <em>altre figure professionali</em> che però non possono associarlo ad altri strumenti che <em>completano la cura del paziente</em> (mobilizzazioni, esercizio terapeutico, terapia cognitivo comportamentale).</p>
<h2>Su che cosa agisce?</h2>
<p>Il massaggio decontratturante lavora per risolvere le <a href="https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/contrattura-muscolare/">contratture muscolari</a> (&lt;&#8211;leggi l&#8217;articolo completo). La contrattura muscolare è una <strong>contrazione involontaria del muscolo</strong> che nasce per <strong>proteggere altre strutture</strong>. In altri casi invece è il muscolo stesso che stressato reagisce con uno <em>stato di mal riposo</em> che ne impedisce il recupero. Il massaggio decontratturante va a <strong>spegnere la contrazione</strong> con diverse tecniche, andando a <strong>ripristinare il corretto tono</strong> muscolare permettendo un recupero completo della funzione del muscolo. Lo <em>stato di contrattura</em> non è necessariamente <em>percepito come patologico</em> pertanto vi possono essere due situazioni:</p>
<ul>
<li>il paziente viene per altri problemi e si scopre che<strong> tra le cause</strong> degli stessi <strong>ci siano delle contratture</strong> da eliminare (o da valutare)</li>
<li>il paziente di fatto sta bene e prenota un trattamento &#8220;per stare meglio/rilassarsi/sciogliersi&#8221;; siamo in una <em>zona grigia tra la salute e il benessere</em> dove solitamente si beneficia comunque del trattamento della contrattura</li>
</ul>
<h2>Che tecniche utilizza?</h2>
<p>Il massaggio decontratturante si avvale delle <strong>tecniche più energiche</strong> della scienza massoterapica. Viene preceduto da<em> sfioramenti e frizioni</em> superficiali, atte a <em>prendere contatto</em> con il paziente e <em>saggiare la sua risposta</em> al tocco manuale. <strong>L&#8217;impastamento</strong> può essere d&#8217;aiuto poi per <strong>scaldare</strong> anche i <strong>tessuti</strong> più profondi. Può essere utilizzato un <em>olio da massaggio</em>, a seconda che si utilizzino tecniche di scivolamento e scollamento oppure tecniche di frizioni profonde e allungamento. E&#8217; <strong>a discrezione del terapista</strong> e dell&#8217;eventuale gusto del paziente optare per una tecnica &#8220;asciutta&#8221; rispetto a una con olio, non c&#8217;è un&#8217;efficacia statistica a favore di una rispetto all&#8217;altra.</p>
<p>A parte pochi casi <strong>il massaggio è diretto a tutta la zona del corpo</strong> affetta dalla contrattura e non diretta solamente al muscolo coinvolto. Lo scopo è <em>ricreare un equilibrio</em> e più è il tempo che la contrattura è presente maggiore è la possibilità che se ne siano create altre nelle circostanze.</p>
<h2>Quanto dura una seduta?</h2>
<p>Spesso utilizzo questa brutta metafora per <strong>far capire questo concetto ai miei pazienti</strong>. Il corpo è come una bistecca, ha un tempo di cottura, prima della quale non si ottiene il risultato e oltre il quale si ottiene un risultato quasi peggiore. <em>A seconda di quanto tempo è presente la contrattura il muscolo si sarà modificato strutturalmente,</em> inoltre entrano in gioco altri fattori quali:</p>
<ul>
<li>la vastità della zona da trattare</li>
<li>la corporatura del paziente</li>
<li>lo spessore del muscolo</li>
<li>lo stato infiammatorio dello stesso</li>
</ul>
<p>Per un <strong>trattamento efficace</strong> il più delle volte sono sufficienti <strong>20 minuti</strong> di trattamento della parte. D&#8217;altra parte il massaggio ha sempre una <em>componente di piacere</em> che esula dall&#8217;effetto puramente terapeutico dello stesso, per la quale si può arrivare <em>a 30/40 minuti complessivi</em>. L&#8217;efficacia del massaggio e <strong>la sua buona esecuzione</strong> non vanno misurati in proporzione alla sua durata, come spesso viene sottolineato dai servizi di reception dei centri di fisioterapia. Si paga <strong>la professionalità dell&#8217;operatore</strong> e quindi <strong>la sua capacità</strong> di individuare il problema e <strong>di risolverlo</strong> il prima possibile.</p>
<h2>Quanti massaggi sono necessari?</h2>
<p>Altro tasto dolente. Sicuramente ciò che entra in gioco nella durata della seduta ha un&#8217;influenza sulla <strong>capacità del fisioterapista</strong> e del massaggio <strong>di risolvere il problema</strong>. Una contrattura <em>fresca di qualche giorno</em> a causa di sovraccarico può necessitare anche solo di <em>2/3 sedute</em> mentre una <em>situazione cronica</em> presente da mesi può nascondere problemi per i quali non solo <em>sono necessarie diverse sedute</em>, ma anche diversi approcci (esercizi attivi, terapia manuale, mobilizzazioni). La <strong>cosa migliore è chiedere</strong> una previsione <strong>al fisioterapista</strong>, il quale sarà aiutato nella previsione dopo aver &#8220;toccato con mano&#8221; il problema dall&#8217;<strong>esperienza</strong> e da una <strong>visione d&#8217;insieme</strong> del problema.</p>
<p><a href="https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/">Nella mia attività</a> preferisco sempre <strong>valutare prima il paziente</strong>, capendo se il massaggio è davvero la soluzione migliore e più rapida per il suo problema. Spesso però &#8220;arrivano&#8221; prescrizioni di <em>cicli di massaggio da 10</em>, secondo quella che è la <em>consuetudine</em> di molti centri riabilitativi e medici specialisti. In ogni caso <strong>è sempre possibile valutare insieme</strong> se è il caso di farli tutti oppure optare per farne meno o spalmarli in un periodo lungo (esempio 1 seduta a settimana per 2 mesi e mezzo).</p></div>
			</div><div class="et_pb_button_module_wrapper et_pb_button_3_wrapper et_pb_button_alignment_left et_pb_module ">
				<a class="et_pb_button et_pb_button_3 et_hover_enabled et_pb_bg_layout_light" href="http://www.klavzarfisioterapiamilano.it/contatti">Hai avuto una prescrizione di massaggio e vuoi sapere quante sedute devi fare? Chiamami</a>
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			</item>
		<item>
		<title>Fisioterapia in gravidanza: si può!</title>
		<link>https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/fisioterapia-in-gravidanza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Klavzar]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2017 07:36:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terapie]]></category>
		<category><![CDATA[Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[controindicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[esercizi]]></category>
		<category><![CDATA[esercizio terapeutico]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[terapia manuale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>The post <a href="https://www.klavzarfisioterapiamilano.it/fisioterapia-in-gravidanza/">Fisioterapia in gravidanza: si può!</a> appeared first on <a href="https://www.klavzarfisioterapiamilano.it">Paolo Klavzar Fisioterapia Milano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_4 et_section_regular" >
				
				
				
				
				
				
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				<div class="et_pb_text_inner"><h1>Fisioterapia in gravidanza, sfatiamo tutti i tabù</h1>
<p>Momento delicato e importantissimo della vita della donna, la gravidanza porta con sé gioie infinite ma anche dolori. La fisioterapia in gravidanza è uno degli strumenti per gestire situazioni sgradevoli o dolorose.</p>
<h2>Il mal di schiena in gravidanza</h2>
<p>Un corpo in trasformazione, giorno dopo giorno, sia nella forma ma anche chimicamente, ecco quello a cui assistiamo durante questi 9 mesi. Ogni esperienza è unica e individuale, dipinta di attesa, paure, visite mediche, diete ma anche di emozione, crisi di pianto, corse in ospedale e totonomi. Ecco per tutto ciò purtroppo non può esservi d&#8217;aiuto il fisioterapista ma c&#8217;è una cosa per la quale siamo esperti, la vostra colonna vertebrale. Essa viene lentamente spostata dalla crescita del vostro bimbo e deve adattarsi all&#8217;aumento di curvatura e purtroppo a un&#8217;inevitabile aumento di peso. Lo sappiamo, un corpo allenato e in forma sapra meglio adattarsi alla nuova situazione ma il dolore non guarda in faccia nessuno e situazioni pregresse o nuovi mal di schiena sono alle porte.</p>
<h2>Cervicale, lombare o&#8230;dorsale</h2>
<p>La nostra colonna è un tutt&#8217;uno, come un organo unico, tant&#8217;è che il suo stato doloroso potrebbe essere comunemente definito rachialgia. L&#8217;uso e il costume hanno fatto sì che a seconda del gruppo di vertebre che manifesta il dolore venga usato un termine diverso. Attenzione però che avere la cervicale è esattamente la normalità, la situazione patologica (nello specifico, dolorosa) è la cervicalgia (letterlamente, male al collo), stesso discorso per le altre due parti della colonna. Quale la zona più colpita? Vi interessa? Non abbiamo i dati, la buona notizia è che si possono curare tutte e tre.</p>
<h2>L&#8217;amico paracetamolo</h2>
<p>Uno dei pochissimi farmaci a disposizione di una donna gravida è proprio il paracetamolo. Aldilà dell&#8217;individualità con il quale il nostro corpo risponde alla molecola, ci sono situazioni dolorose di origine meccanica per le quali l&#8217;effetto antinfiammatorio è poco efficace. Nel dubbio chiedete alla vostra ginecologa o al vostro medico di base se è il caso di associare la terapia farmacologica.</p>
<h2>Valutazione, trattamento, esercizi a casa</h2>
<p>I semplici step del vostro percorso con il fisioterapista. In prima seduta esporrete con calma il vostro problema, la sua origine (se è un vecchio problema precedente alla gravidanza o una completa novità, ad esempio), come si comporta nella giornata, come la influenza, le strategie che avete sviluppato da sole per stare meglio&#8230; Concorderete poi la frequenza delle sedute e sulla base anche delle vostre preferenze il tipo di trattamento migliore per voi. Per concludere poi, i compiti a casa, gli esercizi, perché non vorremo mai crearvi una dipendenza e vogliamo invece che impariate a gestire il vostro dolore da sole, più che mai in un momento dove trovare spazio anche per il fisioterapista può essere difficile.</p>
<h2>Terpia manufasciale o terapia del moviento.</h2>
<p>Fisioterapia in gravidanza per me vuole dire l&#8217;insieme dei due approcci. Il primo, più manuale, cerca tutti i problemi di scorrimento frai tessuti, come i nodi nei capelli, che limitano il movimento. L&#8217;idea è di sciogliere i nodi come i capelli, con la spazzola giusta, quella che fa sentire meno male possibile. La terapia del movimento si arma degli esercizi e vi dà l&#8217;autonomia di gestire il problema, a casa, su un bel materassino, con magari un elastico o una palla pilates&#8230;</p>
<h2>Pavimento pelvico, incontinenza e preparazione al parto.</h2>
<p>L&#8217;area pelvica con le sue peculiarità è di stretta competenza femminile. E&#8217; ad oggi inusuale che un collega del sesso forte si occupi di tale problematiche. Di fatto gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Esercizi_di_Kegel">esercizi di kegel</a> vengono solitamente inseriti nel programma di riabilitazione in quanto forte aiuto alla muscolatura lombare. Si consiglia inoltre soprattutto se alla prima gravidanza un valido corso preparto, che saprà accompagnarvi per mano per tutta la durata della stessa e magari vi aiuterà a capire se è il caso di approfondire i vostri dolori di schiena con un fisioterapista.</p>
<h2>Varie ed eventuali</h2>
<p>Non possiamo dimenticarci delle altre parti del corpo però. In gravidanza si possono avere dolori alle spalle, alle ginocchia, alle anche, ai gomiti, al pollice, all&#8217;indice&#8230;.insomma avete capito, ancora una volta i vostri amici sono il paracetamolo e la fisioterapia, sempre al vostro servizio. Piccola parentesi riguardo le terapie fisiche, in particolare la TECAR: non esistono studi che ne dimostrino la dannosità, ma sono comunque sconsigliate, pertanto se siete ancora nei primi mesi dove la vostra pancia è ancora ben poco visibile, ricordatevi (se non lo fa il fisioterapista, mannaggia a lui) di comunicare il vostro stato interessante.</p></div>
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		<title>TECAR terapia  &#8211; di che cosa si tratta?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dr. Klavzar]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jul 2017 09:16:52 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Una corrente particolare</h1>
<p>La TECAR terapia (acronimo di terapia capaticitva resistiva) è un generatore di corrente. Se non l&#8217;avete mai provata potreste pensare sia come un elettrostimolatore, ma così non è. L&#8217;alta frequenza fa sì che non sia percepita in alcun modo dal paziente. E&#8217; una invenzione abbastanza recente (il brevetto è della INDIBA, datato 1997), nata in Spagna, in quel di Barcellona.</p>
<p>Lo scopo di questa terapia è un trasferimento di energia tramite due effetti della corrente, quello capacitivo e quello resistivo. Il primo fa sì che le cariche elettriche si concentrino intorno all&#8217;elettrodo, il secondo sfrutta la resistenza dei nostri tessuti al passaggio della corrente. La combinazione di questi due effetti permette di trattare tessuti superficiali e ricchi di liquidi (muscoli ma anche il derma) e profondi (legamenti ossa). Le effetto di questa energia è quello di muovere cariche elettriche, il cui movimento se importante genererà calore (unica sensazione percepita durante il trattamento).</p>
<h2>Dallo sport all&#8217;artrosi</h2>
<p>Dove poteva essere sperimentata una terapia biostimolante se non dove le esigenze di un recupero veloce sono elevatissime? Nello sport, e il Barcellona calcio è stata una delle prime realtà a sperimentare i benefici di questa terapia. Biostimolazione però che può essere sfruttata in tanti diversi ambiti clinici, tant&#8217;è che presto la diffusione di questa apparecchiatura ha trovato diversi sbocchi. La stimolazione del microcircolo ne ha permesso la diffusione addirittura in ambito estetico.</p>
<p>Biostimolare di fatto vuol dire stimolare il naturale processo di riparazione che quasi tutte le nostre cellule sono in grado di fare autonomamente, quindi di fatto ci troviamo di fronte a un acceleratore di guarigione o, se preferite, a un &#8220;motivatore&#8221; cellulare. Va da sè che anche le pigre cellule dell&#8217;anziano possono trovare beneficio in una spinta al recupero.</p>
<h2>Funziona per tutto allora?</h2>
<p>Ecco la domanda che frequentemente affrontiamo con i nostri pazienti a cui viene prescritta questa macchina. La risposta è sì, ma c&#8217;è un grosso però. Il presupposto per una TECAR terapia efficace è che ciò che ha portato il tessuto a degenerare/danneggarsi sia eliminata. Mi spiego meglio con degli esempi.</p>
<p>Una schiena posta sotto stress da carichi elevati di lavoro, da una postura scorretta, da dei movimenti scorretti, andrà incontro a un danno. Le cellule del disco vertebrale si infiammeranno e proveremo dolore. Andrà la TECAR a stimolare la riparazione di queste cellule? Sì ma se non modificheremo le nostre cattive abitudini essere continueranno a essere stressate, creando un ciclo infinito.</p>
<p>Una distorsione di caviglia. Dopo i primi giorni dove è bene usare il protocollo PRICE, è interessante cominciare a utilizzare la TECAR. Ha senso stimolare la guarigione dei tessuti danneggiati però, senza una corretta fisioterapia? I muscoli riprenderanno correttamente il loro funzionamento? L&#8217;articolazione saprà dove poter ricominciare a muoversi e quanto?</p>
<p>Avete capito bene, la TECAR terapia è uno strumento potente, ma va utilizzata con perizia e con uno scopo ben preciso. La sua compagna ideale è proprio la fisioterapia, che ne completa l&#8217;efficacia e ne guida l&#8217;intensità e la durata. Difficilmente troverete questo macchinario se non in uno studio fisioterapico o medico.</p>
<h2>Quale marca?</h2>
<p>Un qualsiasi ingegnere vi dirà che la tecnologia dietro la TECAR terapia è abbastanza semplice e facilmente replicabile, dove sta quindi l&#8217;esclusività di un marchio rispetto agli altri? Qualità costruttiva, software di utilizzo, principi ergonomici e studi in vitro e su paziente possono essere dei criteri sui quali il fisioterapista o il medico sceglierà l&#8217;apparecchiatura migliore. Chiedete ad esempio quali sono stati i motivi per il quale il professionista ha scelto quel marchio, saprà sicuramente rispondervi argomentando ragioni e motivazioni. Esistono diverse potenze di utilizzo pertanto l&#8217;esigenze possono essere diverse e troverete diverse apparecchiature nei vari studi che visiterete.</p>
<h2>Considerazioni finali</h2>
<p>La TECAR terapia è un ottimo strumento nel trattamento delle sindromi dolorose e in tutti gli stadi di infiammazione di un tessuto. E&#8217; però necessario valutare con un clinico se la vostra condizione clinica è nel momento adatto per essere trattata. Esistono inoltre alcune condizioni cliniche che ne sconsigliano l&#8217;applicazione (pacemaker e gravidanza in assoluto). Se avete avuto una prescrizione di TECAR e volete avere più informazioni a riguardo non esistate a contattarmi. Sarò lieto di studiare il vostro caso con voi e rispondere alle vostre domande.</p>
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